Diario di una sognatrice: nudezze su una pagina virtuale.

“I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore” -Jacques Prévert-
 
Mettiamo caso che quell’amore non termini, che quegli amanti non si siedano mai e che non finiscano con il darsi per scontati neanche per un secondo. Mettiamo caso che non sia il primo amore come lo intendiamo noi oggi, ma l’ultimo e l’unico. Mettiamo caso che non esista un oggi o un domani ma solo un sempre. Mettiamo caso che esistano davvero tutti questi casi insieme, ditemi ora quanto ci vorrebbe a rendersi conto che Prèvert non parla di un semplice amore ma del vero amore?

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In questi giorni riguardando il mio Instagram e il mio blog mi sono resa conto di quanto tempo è passato dall’ultima volta in cui ho avuto davvero il coraggio di parlarvi davvero di me, di questi ultimi mesi e in generale negli ultimi tempi. Vi ho mostrato le foto della ragazza con la valigia senza dirvi che quella stessa ragazza cercava se stessa nei suoi viaggi. Vi ho mostrato le foto dei posti che ho visto ma non vi ho mai detto quanto quei posti mi abbiano fatto bene e quanto mi abbiano dato il coraggio di affrontare tutti i miei conti in sospeso con me stessa. Vi ho detto che amo la vita ma non vi ho detto che insieme alla vita amo anche l’amore perché anche se ogni relazione per ora mi ha deluso io credo nell’ amore. Credo in quell’amore che si trova lontano dai social, credo agli sguardi lontani da webcam e foto e credo ai ti amo detti di persona e non nascosti in un messaggio. Credo nell’amore raccontato nei romanzi e in quello mostrato nei film. Credo nell’amore che non riesce ad essere soffocato dal tempo, dai problemi, dagli impegni. Credo nell’amore che dura e resta. Credo nell’amore negli occhi dei ragazzi che si baciano fuori i licei. L’amore che non si può descrivere, capire,immaginare. Credo nel vero amore e non in quello che spacciano per tale ‘e mi piace credere che se mai dovessi provarlo avrei il coraggio di tenermelo stretto’ (cit. letters to juliet). Credo nei racconti e nel fatto che talvolta siano le parole ad avermi salvato l’anima. I ti voglio bene detti dalle persona care, i ti amo da me a me, le frasi delle canzoni, ma sopratutto le storie racchiuse nei libri perché senza quelli forse non sarei mai riuscita ad immaginare nulla. Credo che la nostra storia sia destinata ad incrociarne altre e credo nella potenza dei desideri. Sopratutto poi, credo che se vuoi ,o desideri appunto, davvero qualcosa nulla può allontanarti da lei tanto da non fartela avere.

Io ,ad esempio, vorrei saper guardare la vita con gli occhi e la convinzione di Prèvert, affrontarla con il coraggio di Neruda e come quest’ultimo dopo aver scritto pagine e pagine avere il coraggio di scrivere che “l’amore non è finito”. Vorrei saper essere intensa come Bukowski e saper riconoscere da subito “le cose senz’anima” per cui diceva di non avere tempo. Vorrei che la mia mente fosse innocente come quella del piccolo principe e sapermi prendere cura di qualcosa come lui sapeva fare con il suo adorato fiore. Mi piacerebbe che la gente smettesse di ricordarsi e citare lo stupido pessimismo di Schopenhauer e vorrei , non immaginate neanche quanto lo vorrei, che il mondo sapesse mostrarsi con titoli belli e chiari come i libri di Erri De Luca. Vorrei che a questo mondo non esistessero i vigliacchi come il Mattia Pascal di Pirandello ma che ci fossero in compenso tante persone che ,come Pennac,  hanno la capacità di scrivere interi libri su cose per cui un essere umano normale riuscirebbe a scrivere appena qualche frase. Sopratutto vorrei esserne capace io, vorrei saper scrivere senza la paura che i miei pensieri sparsi non portino mai ad un finale degno, ma rimangano tronchi come spesso mi accade. La verità è che a volte è la stessa parola fine che mi fa paura, perchè terminare qualcosa significa ricominciarne automaticamente un’altra mentre il tempo scorre e io talvolta riesco solo a rimanere ferma ad osservare.

Oggi ,come vi ho detto, vi scrivo con il cuore ma forse sarà una delle ultime volte che lo farò qui. Non ho ancora deciso ma so che è giunta l’ora di prendere delle decisioni e di mettere un po’ di punti iniziando da questo lunghissimo (ma sentito) post.

**

Yours and mine.

Antonella.

Antonella Leone

Blogger, stundente di vita e sognatirice a tempo pieno. Io: 23 anni e tanti sogni. Si dice che nella borsa di una donna ci sia sempre tutto ma nella mia spesso ci sono solo un paio di cuffie, un iphone e una canon con cui mi diverto a fotografare il mondo, catturare i momenti e le sfaccettature di ciò che amo.

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